Blu-di-metilene

Invecchiare fa paura a tutti. Per questo motivo la ricerca scientifica non smette di cercare nuove sostanze che a livello della pelle possano mettere un freno alla comparsa di rughe, macchie e cedimenti. E’ recente la scoperta di un economico antiossidante, chiamato blu di metilene, che potrebbe essere un valido alleato nella lotta contro l’invecchiamento della pelle.

Che cos’è il blu di metilene

Si tratta di un composto organico che si trova comunemente in farmacia. Si presenta di un intenso colore blu ed è in grado di macchiare indelebilmente i tessuti e viene utilizzato come antidoto in caso di avvelenamento da cianuro, come disinfettante o come colorante.

E’ anche indicato nella lotta contro la malattia di Alzheimer, ed è generalmente considerato come un valido antiossidante, una sostanza chimica che neutralizza i radicali liberi nel nostro corpo. Il blu di metilene viene poi impiegato in acquacoltura come agente battericida e antiprotozoario e trova impiego anche come colorante, sia in ambito biologico che nell’industria tessile ed alimentare.

 

L’esperimento

Uno studio che è stato pubblicato online sulla rivista Scientific Reports, il 30 maggio 2017 ha dimostrato che il blu di metilene ha rallentato o invertito alcuni segni ben noti dell’invecchiamento quando è stato testato sulle cellule della pelle umana in coltura e tessuto cutaneo simulato.

I ricercatori hanno testato il blu di metilene per quattro settimane sulle cellule della pelle derivate da donatori sani di mezza età, così come da donatori con diagnosi di progeria, una malattia genetica rara che imita il normale processo di invecchiamento ad un ritmo accelerato. Oltre a al blu di metilene, i ricercatori hanno testato anche altri tre antiossidanti noti: N-acetil-L-cisteina (NAC), MitoQ e MitoTEMPO (mTEM).

 

I risultati

L’esperimento ha dimostrato che il blu di metilene ha superato gli altri tre antiossidanti, migliorando diversi sintomi legati all’età nelle cellule da donatori sani e pazienti con progeria. Nelle cellule utilizzate, i fibroblasti (che producono il collagene), si è infatti ridotto il tasso di morte cellulare mentre è aumentato quello della divisione cellulare.

Inoltre, nei donatori sani si è registrata una diminuzione dell’espressione di due geni utilizzati di solito come indicatori dell’invecchiamento cellulare. Oltre ad un rallentamento dell’invecchiamento, i test effettuati sui tessuti che simulano la nostra pelle hanno dimostrato una maggior capacità di questi di trattenere l’acqua e un maggior spessore: proprio come accade nella pelle giovane.

Sui modelli di pelle umana in 3D sono stati osservati marcati inoltre segni di ringiovanimento, in particolare un’aumentata quantità di acqua e un maggiore spessore cutaneo, segni tipici di una pelle più giovane.

 

Blu di metilene nei prodotti cosmetici

Secondo uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, il professor Zheng-Mei Xiong, il blu di metilene potrebbe essere aggiunto in tutta sicurezza ai prodotti cosmetici per aiutare a combattere il lento e inesorabile declino della nostra giovinezza. Nel frattempo il consiglio dei dermatologi è quello di usare con regolarità una crema oppure un siero che contenga un’elevata percentuale di molecole antiossidanti come la vitamina E, il resveratrolo, i polifenoli, le alghe, il coenzima Q10, i flavonoidi capaci di arginare i danni che i radicali liberi possono provocare.

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Amante della scrittura, degli animali e dei viaggi, non vede l'ora di poter scrivere, raccontando delle future esperienze che vivrà in giro per il mondo. Una nomade digitale senza radici, curiosa e determinata a raggiungere i propri obiettivi.